Psicomotricità
I bambini come gli adulti hanno un bisogno innato di stabilire le relazioni sociali con gli altri esseri umani. Ecco perché già dai primi anni di vita il bambino ha questo istinto innato alla socializzazione che lo porta a compiere l’ingresso nel grande mondo del “sociale”.
La psicomotricità rappresenta un momento di questo grande processo di socializzazione, un momento per favorire lo sviluppo delle capacità di controllo e autocontrollo del proprio corpo, di incontro tra le istituzioni educative (rispetto delle regole), le competenze, i linguaggi dell’adulto, i desideri di espressione, l’interscambio delle esperienze proprie con quelle di altri bambini.
Le attività, guidate da un’insegnante preposta, mettono in gioco globalmente i bambini ciascuno con la propria storia, favorendo una crescita che può differenziarsi da bambino a bambino, in quanto non prevedono un’esecuzione di prodotti già predisposti, bensì la costruzione, la manipolazione, l’organizzazione di materiali e attrezzi secondo stili personali di apprendimento.
I bambini possono vivere esperienze di tipo creativo, conoscitivo, comunicazionale, attraverso processi di apprendimenti che privilegiano la scoperta e la costruzione. Vengono utilizzati materassi, tappeti, cuscini, strati di gomma piuma, ogni genere di materiale e di struttura sul quale rotolare, saltare, strisciare, fare capriole.
Gradualmente il bambino attraverso il gioco e le attività motorie, nell’arco della scuola materna, sviluppa una consapevolezza e padronanza del proprio corpo e delle proprie azioni, tali da passare da movimenti spontanei fini a se stessi, anche se operativi (che sono caratteristici all’età di 2 e 3 anni), a movimenti organizzati e comandati da regole all’età di 4 e 5 anni. E’ proprio a questa età che la psicomotricità assume un’importanza notevole, poiché il bambino per mezzo del corpo riesce ad esprimere un proprio linguaggio interiore. In particolare l’espressività mimica deve essere decodificata e interpretata come il modo più autentico di comunicazione del bambino.
Aiutare il bambino in questa età a esprimere le proprie emozioni significa arricchire la sua personalità e favorire la consapevolezza e la sicurezza di sé.
Tutto ciò influisce sullo sviluppo della logica e della matematica.




